Costanza d’Altavilla

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Figlia postuma di Ruggero II D’Altavilla, Re di Sicilia, e della sua terza moglie Beatrice di Reithel, Costanza nacque a Palermo il 2 novembre del 1154. Pare che fin da giovanissima abbia provato interesse per la vita monastica e secondo alcune voci, prive però di fondamento storico, sarebbe addirittura entrata in convento; forse queste voci si sono diffuse per spiegare un fatto inusuale per il suo rango di principessa, e cioè che Costanza all’età di trent’anni era ancora nubile.

Nel gennaio del 1186, grazie all’interessamento di suo nipote Guglielmo II Il Buono, Costanza sposò a Milano il principe svevo Enrico, figlio dell’imperatore Federico Barbarossa e di undici anni più giovane di lei. La dote della sposa ammontava a 14 tonnellate d’oro. Il matrimonio risultava vantaggioso per ambo le parti: Guglielmo mirava a ridare lustro alla dinastia normanna ormai in declino fondendola a quella in ascesa degli svevi; Federico Barbarossa ambiva ad ampliare l’Impero annettendovi l’Italia meridionale.

Nel 1189 Guglielmo II, in punto di morte, indicò come suo successore sua zia Costanza, essendo egli privo di discendenti diretti. Nonostante avesse costretto i suoi cavalieri a giurare fedeltà alla nuova regina, dopo la sua morte essi, appoggiati dal papa che non vedeva di buon occhio la casata degli Hohenstaufen e che temeva inoltre un rafforzamento eccessivo dell’Impero dall’annessione della corona di Sicilia, preferirono eleggere Re di Sicilia Tancredi, cugino del defunto Guglielmo.

Enrico e Costanza si trovavano in Germania come reggenti, dato che Federico Barbarossa era partito per la Terrasanta e quindi in un primo momento non poterono reagire. Ma di lì a poco giunse la notizia della morte di Federico ed Enrico successe al padre. Fu allora che potè intraprendere l’offensiva contro Tancredi ma la flotta di quest’ultimo ebbe la meglio e Costanza fu perfino catturata ed imprigionata. Per liberarla Tancredi pretese da Enrico un accordo di tregua. Solo nel 1194, alla morte di Tancredi, gli Hohenstaufen poterono recuperare il Regno di Sicilia.

Nel 1194, mentre era in viaggio dalla Germania alla volta di Palermo, Costanza diede alla luce a Jesi il futuro imperatore Federico II. Costanza pretese di partorire sulla pubblica piazza perchè fosse fugato ogni dubbio circa la sua maternità: le malelingue avevano infatti messo in giro ogni sorta di illazione sulla sua età avanzata ( ella era ormai quarantenne) che le avrebbe reso impossibile concepire, per cui la madre dell’erede al trono sarebbe in realtà stata un’altra donna, forse una monaca. Scrive nella sua Cronaca Giovanni Villani:

“Quando la ‘mperatrice Costanza era grossa di Federigo, s’avea sospetto in Cicilia e per tutto il reame di Puglia , che per la sua grande etade potesse esser grossa; per la qual cosa quando venne a partorire fece tendere un padiglione in su la piazza di Palermo e mandò bando che qual donna volesse v’andasse a vederla; e molte ve n’andarono e vidono, e però cessò il sospetto.”

Nel 1197, durante l’assedio di Castrogiovanni ( Enna) si spense, in circostanze misteriose, Enrico di Svevia. Alcuni pensarono ad un avvelenamento ordito dalla stessa moglie. Ella gli successe come reggente del figlio Federico, che si premurò di porre sotto la tutela di papa Innocenzo III. Un anno dopo Costanza moriva, lasciando sul trono il figlio di appena quattro anni.

La regina riposa ancora oggi nella cattedrale di Palermo.

Donatella Pezzino

 

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