Donna Franca Florio

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Franca Jacona della Motta dei Baroni di San Giuliano nacque a Palermo nel 1873 da nobile famiglia. Di straordinaria bellezza e dotata di grande intelligenza, cultura e spirito, sposò a 24 anni Ignazio, il rampollo di casa Florio e divenne una delle donne più ammirate della Belle Epoque, una vera icona di stile dell’epoca.

Furono tanti gli artisti ( come il pittore Boldini) che ne fecero la propria musa ispiratrice. D’Annunzio la soprannominò ” L’Unica”.

Sbaglierebbe chi pensasse che al matrimonio fra Ignazio e Franca non furono opposti ostacoli dalle famiglie: ricchissimo lui, di nobile lignaggio lei, erano infatti entrambi ottimi partiti. Ma Ignazio aveva fama di donnaiolo, per cui i genitori di Franca non erano affatto ben disposti nei suoi confronti. Forse la ragazza non voleva crederci, oppure era convinta che il fidanzato sarebbe cambiato: fatto sta che lottò con le unghie e con i denti affinchè i suoi lo accettassero. E alla fine la spuntò.

Dopo il matrimonio Franca dovette arrendersi all’amara realtà e accettare le ripetute scappatelle del marito, che per farsi perdonare le regalava di continuo abiti e gioielli sontuosi. Intanto i due coniugi diventavano il polo d’attrazione del bel mondo, intessendo relazioni con autorevoli e potenti personaggi nel tentativo di dare a Palermo un ruolo europeo attirando nell’isola capitali soprattutto stranieri.

Le attività dei Florio erano molteplici: armatori, banchieri e titolari di svariate attività commerciali come saline, tonnare, cantine vinicole. Franca, con la sua bellezza e la sua eleganza fu al centro di questa fitta rete di prestigiose relazioni sociali.

Inizialmente il progetto dei Florio sembrò avere successo e Palermo divenne davvero una capitale internazionale, arricchendosi di ville e palazzi liberty. Gli stessi Florio ne possedevano diverse, fra cui il famoso villino dell’Olivuzza, danneggiato da un incendio negli anni 60.

Anche gli interni erano lussuosi fin nei minimi particolari; particolarmente bello il soffitto ligneo.

Indimenticabile mito legato al nome dei Florio fu la celebre Targa, voluta ed organizzata dal cognato di Franca, Vincenzo.

Anni di grande splendore, che però col tempo cominciò a subire un lento e inesorabile declino. Agli inizi del 900, infatti,  il governo italiano, su direttiva di Giolitti, tagliò i fondi alla Società di navigazione dei Florio a favore del porto di Genova e per i Florio cominciarono i dissesti.

Nel tentativo di salvare la Società Ignazio investì in essa tutti i suoi capitali arrivando al dissesto e poi al totale sfascio del suo impero economico.Le banche assorbirono progressivamente tutte le sue proprietà e inutili furono i tentativi di farsi strada con nuove iniziative imprenditoriali. I figli dissiparono quanto restava.

Franca visse gli ultimi anni della sua vita fra gli stenti ma sempre con grande dignità fino alla morte, avvenuta nel 1950. Sembra che anche la sua celebre bellezza fosse sfiorita anzitempo a causa di un disastroso intervento di chirurgia plastica che doveva “porcellanare” la sua pelle, rendendola più chiara ma che ebbe solo l’effetto di devastarle lo splendido volto.

Donatella Pezzino

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