Dora Musumeci

Dora Musumeci Pianista

Giulia Isidora Musumeci, più famosa come Dora Musumeci, nacque a Catania nel 1934.

 

Fin da piccola fu spronata a studiare musica dal padre Antonio, violinista presso il Teatro Massimo Bellini. Antonio Musumeci aveva intuito l’eccezionale talento musicale della figlia, che infatti in breve tempo divenne una vera e propria bambina prodigio. “Doveva avere non più di 15 anni ” ricorda un suo compagno di scuola ” ma era già portatrice di una musica colta e raffinata, che poi nel tempo avrebbe saputo rielaborare nelle sonorità legate alla tradizione popolare della nostra terra.” Dora aveva cominciato ad esibirsi al pianoforte a  soli sette anni e di lì a poco era entrata in una vera e propria orchestra. Nel dopoguerra partì per il suo primo tour in Tripolitania.

 

Il suo amore per la musica, il suo spirito di abnegazione e il suo grande affetto per il padre, della quale ella cercava sempre il consenso, la spinsero a sacrificare allo studio del pianoforte l’intera giovinezza. Diplomatasi al Conservatorio di San Pietro a Majella di Napoli, s’innamorò improvvisamente del jazz e da allora la sua vita ebbe una svolta.

 

 

Pur dolorosamente consapevole del dispiacere che avrebbe arrecato al padre, Dora abbandonò la musica classica per seguire quella che sentiva essere la sua vera strada. Diventò la prima pianista jazz italiana e nel 1947 ottenne un prestigioso riconoscimento, un articolo monografico su Musica Jazz.

 

Cominciò a tenere concerti sia in Italia che all’estero, collaborando con giganti del jazz del calibro di Lionel Hanpton e Dizzy Gillespie. Accompagnata da un complesso tutto suo, il cui cantante era Roby Matano ( in seguito componente dei Campioni) iniziò ad incidere anche i suoi primi album, alcuni dei quali di grande successo come “La regina dello Swing”, pubblicato con la Cetra di Torino.

 

Nel 1956 vinse il Festival del jazz di Modena.

 

 

E’ il suo momento: le trasmissioni televisive e radiofoniche fanno a gara per ospitarla, e può finalmente fondare un quartetto a suo nome con musicisti importati quali Little Cickets, Tonino Ferrelli e Roberto Petrin. Continua, intanto, a pubblicare dischi con diverse etichette discografiche. Al talento, Dora unisce una eccezionale qualità mnemonica che le permette di suonare senza spartito.

 

Negli anni ’60 si esibisce al Piper  di Roma insieme a Romano Mussolini e Lionel Hampton, collaborando anche con Ennio Morricone alla realizzazione di diverse colonne sonore e dedicandosi all’arrangiamento jazz di brani di musica leggera.

 

 

Nel decennio successivo abbandona progressivamente il jazz per riavvicinarsi alla musica classica, e diviene anche insegnante di pianoforte al Conservatorio Cilea di Reggio Calabria, pubblicando molti studi per pianoforte a scopi didattici. Nello stesso periodo si dedica alla composizione di musiche per spettacoli radiofonici e teatrali.

 

Muore nel settembre del 2004 all’ospedale Garibaldi di Catania, dopo 20 giorni di coma a seguito dei gravi traumi riportati per essere stata investita da un’automobile mentre attraversava sulle strisce pedonali, in Corso Italia. Oggi, purtroppo è quasi dimenticata: a ricordarla, recentemente, solo l’articolo di Santuzza Quattrocchi Paradiso ( “La Regina del Jazz”, pubblicato sul numero 44 della rivista “Agorà” di Catania). Da grande artista ma soprattutto da grande donna, Dora Musumeci attende ancora di essere riscoperta.

Donatella Pezzino

 

 

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