Lucia Mangano

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Lucia Mangano nacque a Trecastagni (CT) l’ 8 aprile del 1896, quarta di nove figli.Il padre Nunzio e la mamma Giuseppina Sapienza erano poveri contadini, ma di una profonda bontà e timorati di Dio. La piccola venne presto portata nella campagna, dove suo padre era colono di un grosso podere coltivato a vigneto e uliveto.

Fin dall’infanzia ebbe da Dio grazie specialissime. Ancora fanciulla amava udir narrare dalla mamma la Passione di Gesù, che poi spessissimo meditava, desiderando e cercando di imitarlo nelle sue sofferenze. Nutriva grande compassione per i poveri e sapeva mortificarsi per soccorrerli, nascondendo le sue privazioni.
Amava tanto la campagna e i giochi infantili e spesso dall’alto degli alberi soleva cantare felice: “Voglio sposare un Re che mi farà regina”. Era questo il suo grande sogno di fanciulla: divenire la Sposa di Gesù.

Verso i 18 anni ebbe la certezza di consacrarsi al Signore e conobbe per una luce superiore il genere di vita che avrebbe abbracciato.
Nel 1919 venne a conoscenza della Compagnia di S. Orsola, comunemente detta delle Orsoline, fondata a Brescia nel 1535 da S. Angela Merici.
Lucia vide che l’Istituto di S. Angela corrispondeva perfettamente a quel genere di vita che il Signore le aveva fatto conoscere e lo scelse, assimilando la profonda spiritualità mericiana, eminentemente evangelica, di contemplativa e di apostola.

Lucia corrispose fedelmente alle grazie e ai doni straordinari, ma li seppe umilmente nascondere agli occhi degli uomini e delle stesse Consorelle.
La sua vita fu, infatti, delle più ordinarie, ma abbellita da un esercizio continuo di virtù eroiche: vita di nascondimento e di silenzio, di gratuità, amore e donazione, di contemplazione e penitenza, come la Madre Angela.
Sebbene sapesse appena leggere e scrivere, dettò e scrisse cose sublimi, riguardanti la più alta contemplazione con tale esattezza, semplicità e grazia da restarne ammirati teologi e letterati.

Nel 1925 ricevette l’incarico di Sostituta-Superiora delle Orsoline di S. Giovanni La Punta, ufficio che tenne fino alla sua morte con perfetto equilibrio e prudente fermezza. Nel febbraio del 1929 fu nominata maestra delle novizie dell’Arcidiocesi di Catania.

La sua vita, più celeste che terrena, risplendette di luce fulgidissima per un amore appassionato a Gesù Crocifisso che attinse dal cuore della Madre Angela e il 28 aprile 1932 fece voto, col permesso del suo Padre spirituale, il servo di Dio Padre Generoso Fontanarosa, Passionista, di far conoscere e amare la Vergine Addolorata e Gesù Crocifisso, la cui Passione visse giorno dopo giorno nella sua carne.

Improvvisamente, nelle prime ore del 10 novembre 1946, nell’istituto delle Orsoline di S. Giovanni La Punta, questa creatura benedetta spiccò il volo per il cielo. Lucia Mangano venne presto conosciuta e amata non solo in Italia, ma nelle Americhe, in Cina e in altre nazioni.
Alla intercessione di questa eletta creatura si sono attribuiti una larga fioritura di grazie e di prodigi.
L’undici gennaio 1955 fu aperta a Catania la prima sessione pubblica del Processo Diocesano per la Causa di Beatificazione di Madre Lucia con moltissime e autorevoli adesioni.
Il 2 luglio 1994 il Santo Padre, Giovanni Paolo 11, firmò il decreto, con cui venne riconosciuta l’eroicità delle virtù della Serva di Dio Lucia Mangano, conferendole il titolo di Venerabile.

Ecco uno dei suoi Pensieri:

“Il silenzio è d’oro: mai uno si è pentito di aver taciuto. Anche quando si ha ragione è meglio star zitti; c’è sempre il Signore che ci pensa.

Bisogna parlare poco e riflettere: se si riflettesse prima di parlare, si troverebbe che il novanta per cento delle parole che si dicono sono inutili, il resto cioè il dieci per cento sono sopportabili.”

Riporto anche una sua bellissima preghiera alla Madonna:

“Prostrata dinanzi a Te, o Vergine Addolorata, vengo ad implorare la tua materna assistenza con la confidenza di figlia e la fiducia di essere esaudita. Tu. Madre mia, sei la Regina di questa casa; unicamente in Te ho posto sempre tutta la mia fiducia e non sono rimasta mai confusa. Anche questa volta, o Madre mia, prostrata alle tue ginocchia domando al tuo cuore materno questa grazia… per la Passione e Morte del tuo Divin Figliuolo, per il Suo Sangue Preziosissimo e per la Sua Croce.
Te la domando ancora per la tua Maternità, per i tuoi dolori e per le lagrime che spargesti per noi ai piedi della Croce. Madre mia, ti vorrò sempre bene e ti farò conoscere ed amare anche dagli altri. Per la tua bontà degnati di esaudirmi. Così sia.

Tre Ave Maria
Madre mia, fiducia mia.”

Donatella Pezzino

( Fonte:  www.luciamangano.it“)

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