La Madonna Nera di Tindari

4590944803_a26d6a9f32_o

La statua della Madonna nera di Tindari si trova all’interno del famoso santuario costruito nel XVI secolo ( e poi ampliato in tempi più recenti )  sui resti di una chiesetta distrutta dai pirati algerini. L’edificio sorge su un suggestivo promontorio a strapiombo sul mare, nella zona del messinese, dove si trovava l’acropoli della città antica.

Il miracoloso simulacro risalirebbe all’VIII-IX secolo d.C. e, secondo la leggenda, proviene da Bisanzio, da dove fu portato via per mare allo scopo di salvarlo durante l’iconoclastia. Sembra proprio che la Madonna abbia “scelto” di fermarsi a Tindari durante il viaggio: la nave che la trasportava, sorpresa da una tempesta, si rifugiò nella baia e riuscì a riprendere il mare solo dopo che i marinai ebbero posata a terra la statua.

Da allora alla Madonna di Tindari sono attribuiti molti miracoli. Una delle più famose leggende riguarda una delle prime pellegrine che si recò a vedere la statua : a causa dell’incarnato scuro del simulacro, fatto interamente in legno di cedro, la donna dubitò del suo potere e disse con disprezzo:

Vinni di luntana via

ppi vidiri una cchiu brutta di mia!

In quell’attimo si accorse che la sua bambina si era allontanata ed era caduta dalla terrazza del santuario. Sarebbe morta annegata nelle acque sottostanti se il mare, miracolosamente, non si fosse ritirato. Al suo posto rimase la spiaggia di Marinello, che oggi è alla base del promontorio.

Forse proprio in riferimento a quella leggenda la base della statua reca ancor oggi l’iscrizione: Nigra sum sed formosa, sono nera ma bella. Lo stile della scultura non è interamente orientale, ma risulta dalla mescolanza di elementi latini, romanici e arabi, e ciò fa supporre che sia stata realizzata nell’impero bizantino; non mancano però, purtroppo, rimaneggiamenti sette-ottocenteschi che ne hanno cambiato in parte l’aspetto.

Donatella Pezzino

 

Annunci