La pietra del malconsiglio

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Si trova a Catania ed è un reperto archeologico in pietra lavica di difficile interpretazione. Secondo alcuni storici è ciò che resta di un antico capitello in stile “tuscanico” o in una rielaborazione originale di un altro tipo di stile. Probabilmente apparteneva ad un tempio dell’antico centro cittadino, e la sua datazione non deve essere anteriore all’eruzione del 122 a.C.: sembra infatti che solo a partire da quell’anno i catanesi abbiano iniziato un uso massiccio della pietra lavica per le loro costruzioni. Oggi il manufatto ha l’aspetto di un macigno molto poroso e logorato, probabilmente a causa dell’erosione delle piogge: ha anche una scheggiatura molto vistosa, che fa pensare ad un grosso trauma “da impatto”, forse una caduta ( caso non infrequente a Catania data la frequenza dei terremoti).

La pietra ha acquistato una notevole popolarità in relazione ad un evento storico ben preciso, di molto posteriore alla sua origine. Attorno ad essa, infatti, nel 1516 ebbe luogo un convegno di ribelli durante i moti rivoluzionari che scossero la città di Catania alla morte di Ferdinando il Cattolico. L’isola, infatti, era passata dalle mani dei Trastamara a quelle del giovanissimo erede Carlo d’Asburgo ( il futuro imperatore Carlo V): il vicerè Ugo Moncada rifiutò di lasciare l’incarico e sobillò una parte della nobiltà contro la Corona, scatenando una vera e propria guerra civile.

Gli aristocratici isolani che sostenevano Moncada confidavano nella sua protezione per ottenere nuovi privilegi e forse anche per conquistare l’indipendenza dal Regno di Spagna: e Catania fu, in questo senso, tra le città siciliane più agguerrite. La lotta durò un triennio: durante questo periodo, i nobili catanesi si davano appuntamento presso il macigno posto al “Pian de Trixini”, luogo che allora si trovava accanto al convento di “S. Nicola dè Trixini” ( nei pressi degli odierni “Quattro Canti”, fra via Etnea e la salita di Sangiuliano).

Il nuovo vicerè, nominato da re Carlo, mandò intanto un esercito nell’isola a sopprimere la rivolta: i ribelli furono traditi da una spia che rivelò alle truppe reali il luogo delle riunioni clandestine. Ne seguì un vero massacro: i soldati piombarono a sorpresa sui cospiratori e ne fecero strage. La pietra, ancora sporca del sangue dei ribelli, venne esposta nella pubblica piazzaa perenne monito contro la città e contro chi aveva osato cospirare contro la Corona: fu a questo punto della vicenda che fu coniato il termine “pietra del malconsiglio”, in quanto tale pietra aveva “mal consigliato” i ribelli nel darsi l’appuntamento fatale.

Alla fine dell’Ottocento la pietra fu posta nel punto esatto dove si trovava ai tempi della rivolta, che venne a coincidere con il secondo cortile del palazzo del Palazzo Paternò Castello di Carcaci, ai Quattro Canti. Qui è rimasta fino al 2009, anno in cui è stata spostata nel giardino antistante il Castello Ursino.

Donatella Pezzino

Fonte Immagine: Wikipedia

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