La Venerabile Maria Agata Platamone

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Maria Agata Platamone nacque a Catania da nobile famiglia. Non conosciamo la data della sua nascita, ma possiamo collocarla approssimativamente fra il 1495 e il 1530.

Il suo casato era di nobiltà recente: i Platamone, infatti, avevano ottenuto titoli e feudi grazie ai servigi resi alla Corona spagnola. Molti di essi, infatti, si erano distinti a partire dalla prima metà del XV secolo in qualità di notabili, ecclesiastici e uomini di legge, arrivando a ricoprire incarichi di prestigio: uno degli esponenti più illustri, Battista, fu tra i promotori dell’Università di Catania e nel 1440 divenne addirittura vicerè.

Non abbiamo notizie certe sulla vita di Maria Agata: da alcuni cronisti sappiamo che iniziò la sua vita monastica da benedettina nel convento di Santa Lucia. La sua rigida vocazione ascetica la spinse, dopo alcuni anni, ad una decisione radicale: diventare clarissa e passare al monastero di Montevergine, una delle comunità più antiche della Sicilia. Montevergine, infatti, era stato fondato nel 1220, quando era ancora viva Santa Chiara: ai tempi di Maria Agata era un convento vecchio e in cattive condizioni economiche. In più sorgeva in una zona isolata, vicino alle mura cittadine. Maria Agata lo trovò ideale per vivere appieno la sua spiritualità e, ottenuta licenza di trasferirvisi, compì un gesto eclatante che impressionò fortemente la popolazione: compì in ginocchio tutta la strada che da S.Lucia portava a Montevergine. Non accettò mai alcun regalo dai parenti e visse in un clima di rigida povertà e penitenza per tutto il resto della sua vita, circondata da una fama di santità che attirò ben presto l’attenzione dello stesso re Filippo II. Secondo la leggenda il sovrano tenne con lei una fitta corrispondenza e si raccomandò spesso alle sue preghiere. Morì nel 1565. Le monache di Montevergine conservarono con cura il suo corpo fino al 1693, quando il monastero crollò a seguito dello spaventoso terremoto che distrusse la città: i suoi resti furono poi recuperati dalle macerie e successivamente trasferiti nel nuovo convento di S.Chiara.

Fonte: Donatella Pezzino, La Venerabile Maria Agata Platamone fra storia e leggenda, in “Agorà” n.48, aprile-giugno 2014 pp.38-41

Foto dal sito: http://lapaginadisanpaolo.unblog.fr

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