Sonetti di Nina Siciliana

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Di questa poetessa vissuta nel XIII secolo restano due componimenti, trasmessici dalla raccolta “Sonetti e canzoni di diversi antichi autori toscani”, edita da Giunti nel 1527 a Firenze e denominata anche “Giuntina di Rime Antiche”.

Biografia di Nina Siciliana

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Tapina me che amava uno sparviero,
Amaval tanto ch’io me ne moria;
A lo richiamo ben m’era maniero,
Ed unque troppo pascer nol dovia.

Or è montato e salito sì altero,
Assai più altero che far non solia;
Ed è assiso dentro a un verziero,
E un’altra donna l’averà in balìa.

Isparvier mio, ch’io t’avea nodrito;
Sonaglio d’oro ti facea portare,
Perchè nell’uccellar fossi più ardito.

Or sei salito siccome lo mare,
Ed hai rotto li geti e sei fuggito,
Quando eri fermo nel tuo uccellare.

( Fonte: http://www.alidicarta.it/leggi.asp?testo=462011192418 )

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Qual sete voi, sì cara proferenza,
Che fate a me senza voi mostrare?
Molto m’ agenzeria vostra parvenza,
Perche meo cor podesse dichiarare.

Vostro mandato aggrada a mia intenza;
In gioja mi conteria d’ udir nomare
Lo vostro nome, che fa proferenza
D’ essere sottoposto a me innorare.

Lo core meo pensare non savria
Nessuna cosa, che sturbasse amanza,
Così affermo, e voglio ognor, che sia,

D’ udendovi parlar è vollia mia:
Se vostra penna ha bona consonanza
Col vostro core, ond’ ha tra lor resia?

( Il sonetto è noto con il titolo “Risposta a Dante da Maiano che era di lei innamorato”, ed è riportato nel testo citato da Luisa Bergalli Gozzi, ed., Componimenti poetici delle piu illustri rimatrici d’ ogni secolo (Venezia: Antonio Mora, 1726), pt. 1, p. 1. – Fonte: http://blog.libero.it/bibliofiloarcano/12205420.html )

 

Immagine: “La città delle dame” miniatura di Christine de Pizan ( Venezia, 1365 – Poissy 1430) da http://www.memecult.it

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