42 perle di Donatella Pezzino (recensione) — marcellocomitini

Ringrazio di cuore Marcello Comitini, splendido autore e caro amico.

 

Lungo il cammino che Donatella Pezzino ha compiuto – e che ancora continua a compiere – nella intimità clandestina della pagina, attraverso 42 poesie pubblicate sul sito di Bibbia d’asfalto (http://poesiaurbana.altervista.org/category/autore-donatela-pezzino) e raccolte a formare un “filo di perle”, Donatella incontra una donna dal carattere schivo ma cordiale, romantica ma proiettata verso il futuro, […]

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Catania, la piccola Hollywood del cinema muto

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Agli inizi del Novecento,  Catania era famosa per le sue numerose case di produzione cinematografica: una vera e propria “Hollywood” italiana.

La prima fu la Morgana Film, fondata da Nino Martoglio nel 1913: fu anche una delle prime case di produzione italiane.

Tra i film prodotti dalla Morgana Film ci furono i film muti “Therese Raquin” con Maria Carmi, “Capitan Blanco” con Giovanni Grasso e Virginia Balestrieri  e, con la stessa coppia di attori, il mitico “Sperduti nel buio” ( 1914). Questo film, realizzato su sceneggiatura di Martoglio, è considerato oggi un precursore del neorealismo russo, francese ed italiano: fu probabilmente trafugato dai tedeschi durante la Seconda Guerra Mondiale e, purtroppo, mai più ritrovato.

Subito dopo la Morgana, a Catania furono fondate altre case di produzione: la Jonio Film, la Sicula Film, la Katana Film e, nel dicembre del1913, la celebre Etna Film.

Quest’ultima fu un’iniziativa in grande stile che lasciò un solco profondo nella storia della città: fondatore, finanziatore ed amministratore fu il cav. Alfredo Alonzo, industriale dello zolfo. La “Etna” funzionò a pieno ritmo per un biennio, dando vita a film drammatici e “kolossal” storici: Alonzo non badò a spese e dotò la sua creatura di costose attrezzature d’avanguardia provenienti da tutto il mondo. Diede lavoro a centinaia di persone fra maestranze, comparse e attori : si calcola che ad ogni film lavorassero oltre 500 persone, un numero davvero enorme per l’epoca.  Fra le produzioni più importanti dell’Etna Film ci furono “Il cavaliere senza paura”, “La dama bianca”, “La coppa avvelenata” e il monumentale “Christus”, film che ebbe un costo esorbitante.

Nel 1915, la Etna Film chiuse i battenti. Le cause furono molteplici: contrasti interni, scelte sbagliate ed enorme sperpero di denaro, ma anche lo scoppio della guerra, che sottrasse alla società gran parte della manodopera e degli attori. La lavorazione dei film si svolgeva in una splendida villa di proprietà del cavalier Alonzo, in zona Cibali; oltre alle attrezzature tecniche per le riprese, la casa di produzione disponeva di diverse automobili, un pullman, carrozze, cavalli oltre ad arredi per gli interni.

Fu proprio un meccanico dell’Etna Film, Francesco Margiunti, ad inventare due regoli calcolatori per la perforazione della pellicola negativa e positiva, strumenti che oggi si trovano al  Museo Nazionale del Cinema di Torino.

Donatella Pezzino

Fonte: http://www.wikipedia.it

Foto: Maestranze dell’Etna Film prima della chiusura dello stabilimento, da sempreinpenombra.com

Non offendere la Patria di Agata

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La sigla N.O.P.A.Q.V.I.E., che sovrasta uno dei portali laterali del duomo di Catania, è legata al ricordo di un evento salvifico particolarmente importante nella storia della città.

Nel 1231 l’imperatore Federico II di Sveva, tornato in Sicilia dopo una lunga assenza dovuta ad una campagna militare, trovò molte città siciliane ribelli al suo dominio. La rivolta, capeggiata da Martino Bellomo, mirava all’indipendenza delle comunità locali per istituire il modello autonomistico comunale. Per soffocare il movimento, Federico decise di punire con violenza le città più riottose, fra cui spiccavano Siracusa, Centuripe e Catania.

Nei riguardi di Catania, Federico volle una punizione esemplare: condannò a morte tutti gli abitanti, compresi le donne e i bambini. Non appena appresa la sentenza, i catanesi chiesero ed ottenero di poter assistere alla loro ultima messa in cattedrale, alla quale decise di presenziare anche il sovrano.

Durante la funzione, però, accadde un fatto straordinario: appena Federico aprì il suo libro di preghiere trovò in tutte le pagine la sigla N.O.P.A.Q.V.I.E. che un monaco benedettino tradusse in “Noli offendere Patriam Agathae quia ultrix iniuriarum est” ovvero “Non offendere la Patria di Agata perchè è vendicatrice delle ingiurie.” Molto impressionato dall’accaduto il sovrano revocò la sua decisione e risparmiò i catanesi.

Donatella Pezzino

Fonte: http://www.wikipedia.it

Foto: Giovanni Dall’Orto

Inediti di Donatella Pezzino

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do

Travalicare

La mia preghiera
sgrana semi d’organza e fiordalisi
mistifica l’aria stagna in una sinossi viscerale.

Rimpiango tutto: di me
ricalcherei solo i puntini in sospensione.

Ed ho nella specchiera, un che di opaco:
è la nebbia del fiato, che mi tasta il polso.

***

Le embolie dell’ego

Altro cemento per endovena
ed altro ancora

mentre indosso la pelle sterile
del mio colostro solitario e barbaro

disperatamente
mi devo bastare

e farmi utero, ed embrione
per tenere le ossa al caldo

***

La finestra chiusa

Serpeggio
liquida fra clavicembali ben temperati
encefali anestetizzati, catechismi alcalini.

Idiosincrasie si rincorrono sulle pareti.
Forse particole di luce retroflessa, d’aria viziata.

E glisso
oltre una decalcomania che non sbiadisce
sulla retina di un ominide appena sbozzato.

E mi chiedo cosa resta ai tramonti, alle acque reflue.
All’ozono che germoglia le rondini in volo.

***

Convergenze

L’orlo del bicchiere sa il veleno, il sale
le…

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